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GROTTAGLIE
L'origine di Grottaglie (dal lat. «Cryptae Aliae» = molte, diverse grotte) va ricercata negli insediamenti rupestri che si sono susseguiti nella zona fin dal periodo del Paleolitico.

I primi gruppi umani abbandonarono man mano le profondità delle "gravine" per occupare le alture isolate sulle quali stabilirono i loro villaggi fortificati. Sorsero così vari casali tra cui «Casale Cryptalearum», nucleo primigenio dell'attuale centro storico di Grottaglie.

I Normanni (XI sec.) donarono alla Mensa Arcivescovile Tarantina il Casale. Sul finire del XIV sec. il feudo episcopale fu dotato di mura di fortificazione, assieme al Castello e alla Chiesa Matrice.
Difficoltà e crisi politiche portarono (dal XV al XVII secolo) ad una "coabitazione" di due giurisdizioni feudali differenti: una vescovile ed una laica. Il XVII secolo conobbe anni di miseria e di difficoltà sotto la mal tollerata dominazione spagnola.

Lotte di giurisdizione tra Arcivescovi di Taranto e feudatari laici e ripetute sollevazioni popolari, caratterizzarono il secolo successivo fino all'abolizione della feudalità. Un clima di disorientamento politico generale ed il nascente fenomeno del brigantaggio accompagnarono la prima espansione urbana "fuori le mura", fino al periodo unitario, a partire dal quale le vicende di Grottaglie si accomunano a quelle di molti centri simili nel Meridione d'Italia.

Siti d’interesse archeologico, architettonico e storico

Il Castello Episcopio (sec. XIV)

Simbolo della potestà feudale dei vescovi tarantini, sorge all’inizio del centro antico; esso copre un'estensione di 6150 metri quadri circa ed ha un'altezza massima, nella torre maestra, di oltre 28 metri. Il primo impianto doveva essenzialmente essere una masseria-fortezza, tipica della Puglia nel XIII secolo. Il castello-episcopio, infatti, dopo quasi sei secoli, si presenta oggi allo sguardo con l'architettura militare di una rocca medievale.
Grazie al restauro dei primi anni '80 e ad altri interventi più recenti di risistemazione, ora l'antico maniero è un luogo ancora vivo, sede del Museo della Ceramica e di numerose manifestazioni artistiche e culturali di respiro internazionale.
Nel Museo della Ceramica vi sono opere e reperti ceramici dall’VIII sec. a.C. ai giorni nostri.

Museo della Ceramica

Il Museo si articola in quattro sezioni: Ceramica tradizionale d’uso, Reperti archeologici, Maioliche e Presepi.

Palazzo De Felice

Sito in piazzetta Santa Lucia, a lato dell’omonima Chiesa, Palazzo De Felice è il risultato di diverse fasi costruttive. Non si conosce esattamente l’anno di costruzione del primo nucleo abitativo, tuttavia sappiamo con certezza che nel 1767, alla struttura preesistente, furono aggiunti il primo piano e la facciata.
Il Palazzo al suo interno custodisce un ampio giardino ricco di alberi da frutta. Al centro di questo si apre un pozzo contornato da un colonnato di recente costruzione. Il Palazzo è stato restaurato recentemente dal Comune di Grottaglie che ha voluto allocare al suo interno la Pinacoteca comunale ospitando sovente mostre d’arte moderna e contemporanea.

Siti d’interesse naturalistico

Gravina di Pensiero

Il suggestivo vallone che si estende per circa 1300 metri con un andamento abbastanza rettilineo, fu certamente popolato già dall'età del tardo bronzo: lo testimoniano i reperti ceramici qui trovati.
Le grotte, che si aprono lungo le pareti scoscese, sono connesse da stretti sentieri e scalette tagliate nella roccia, alcune delimitate da muretti tufacei.
Il nucleo principale di questa gravina è rappresentato dalla torre di fortificazione e dalla chiesa rupestre dedicata a San Biagio, un tempo affrescata, che attribuisce il nome alla stessa gravina.
In alto a destra della gravina si possono osservare le testimonianze, scavate nella roccia, del nucleo abitativo trogloditico di Casalpiccolo, d'inestimabile valore storico. Fino agli inizi degli anni ’70 era visibile nella Lama lo splendido affresco rupestre dell’Arrivo di Cristo in Gerusalemme, iconografia di vivace policromia e dall’impianto narrativo.Gravina del Fullonese
La Gravina del Fullonese è lunga circa 800 metri.
Percorrendo il fondo vallivo, all'improvviso ci si accorge di essere in una sconosciuta dimensione spazio-temporale, per via delle numerose grotte che si aprono lungo i versanti del burrone, ricoperto da folti cespugli di timo, serpillo e ruta che profumano intensamente l'ambiente.
La denominazione "fullonese" deriva da fullone o conciapelli o tintore, mestiere esercitato da una piccola colonia di ebrei sfuggita all'eccidio e all'incendio di Oria del ‘977. Sul fianco destro della gravina, si scorge una chiesa cripta inizialmente chiamata di SS. Pietro e Paolo (VI- VII sec.) e in seguito detta di San Pietro dei Giudei.

Gravina di Riggio

La Gravina di Riggio è lunga circa 2800 metri.
Questa gravina, fino a poco tempo fa, era abbellita da una cascata naturale denominata Caggione. Ora è presente, nei periodi piovosi, un sottile rigagnolo che fende il solco vallivo. Particolarmente interessanti sono la grotta della Farmacia e la grotta delle Terme.
Sul fianco sinistro della gravina, si apre la chiesa cripta del Salvatore, sulle cui pareti sopra le due absidiole, si notano residui di affreschi che illustrano scene del Nuovo Testamento e della vita di Maria. A circa metà gravina si osserva il convento rupestre di "Santa Maria Regina" variamente articolato in undici stanze.

Borgo antico

Percorrendo Via Vittorio Veneto, notiamo l'ingresso dell'ex istituto Ospedaliero "Opera Pia San Marco", del 1464 e il Palazzo Mangiulli-Cometa, quasi di fronte al Palazzo Blasi. Più avanti è situato il Monastero di Santa Chiara, eretto nel 1587 da Girolamo Sanarica. La Chiesa custodisce la statua della Mutata del 1777 e un ostensorio del XV sec. in argento.
Nella storica piazza Regina Margherita si erge la Chiesa Madre o Collegiata in stile romanico, terminata da Domenico de Martina nel 1379. Di grande interesse sono all'interno l'altorilievo dell'Annunciazione del XVI sec. e la cappella barocca del 1709 dedicata a San Ciro. Alla destra della chiesa, Palazzo Cicinelli; a sinistra, l'Oratorio del Purgatorio del XVII sec. In via San Francesco De Geronimo si trovano il Santuario e la Casa di San Francesco De Geronimo del 1830, dove sono custodite le spoglie del Santo Patrono. Da visitare la piccola Chiesa della Madonna della Luce del 1641.
In via Pignatelli, il monumentale Convento del Carmine fondato nel 1505 e l'Oratorio del Monte Carmelo. All'interno della Chiesa è conservato un pregevole presepe di pietra del 1530. Nel Chiostro possiamo ammirare affreschi che illustrano la vita del profeta Elia. Al centro del convento, si trova il Chiostro quadrato interamente affrescato. Nel borgo antico è possibile ammirare le tipiche balconate con i “pumi” grottagliesi.

Luoghi dello Spirito

Chiesa di San Francesco De Geronimo (sec. XIX)

La chiesa di San Francesco De Geronimo è dedicata al santo d'origini grottagliesi che ha vissuto e operato a Napoli presso la Chiesa del Gesù Nuovo (1642-1716). All’interno, notevoli le tele donate da Ferdinando II di Borbone, tra cui il Martirio di San Bartolomeo, attribuito a Cesare Fracanzano. Nella cappella dedicata al Santo sono conservate le sue spoglie mortali.

Chiesa Madre

Fatta erigere nel 1372 dall’Arcivescovo Giacomo d’Atri, la Chiesa Madre è opera dell’architetto Domenico di Martina, come recita l’iscrizione posta sulla facciata. Realizzata in stile tardo romanico, è probabilmente un ampliamento di un edificio preesistente. Degni di nota all’interno, un altorilievo dell’Annunciazione (XVI sec.) e la cappella dedicata a San Ciro (XVIII sec.), contenente un dipinto della Madonna del Rosario attribuito al De Matteis.

Chiesa del Carmine

Sebbene la Chiesa del Carmine si presenti con una facciata settecentesca, l’edificio è in realtà più antico, risalendo la sua fondazione agli inizi del cinquecento. Nella cappella dedicata a San Michele Arcangelo è ubicato il Presepe in pietra policroma dello scultore rinascimentale Stefano da Putignano (sec. XVI). Degni di menzione il quadro della Madonna col Bambino che appare a Sant’Andrea Avellino (sec. XVII), attribuito al pittore caravaggesco Paolo Finoglio e il chiostro del convento annesso alla chiesa, con affreschi raffiguranti scene bibliche del profeta Elia.

Santuario della Madonna di Mutata

Già dal X sec., sul luogo dove ora sorge il Santuario, esisteva una chiesetta, contesa fra gli abitanti di Grottaglie e quelli di Martina Franca, in cui era custodita un'immagine ad affresco della Madonna. Martina Franca ne rivendicava la proprietà, poichè l’affresco era stato realizzato sulla parete rivolta a sud, in direzione Martina Franca. Il lunedì di Pentecoste del 1359 fu la Madonna stessa a risolvere la questione, l'immagine dipinta fu ritrovata sulla parete a Nord, volta verso Grottaglie. Per il miracoloso "mutamento" fu chiamata S. Maria Mutata. Ancor più veritiera è l'ipotesi secondo la quale il nome di "Mutata" (da mutazione) indicava un luogo di sosta delle cavalcature e di riposo; ciò forse è confermato dalla presenza di una masseria attigua al Santuario.
 
 
Grottaglie

Info Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (I.A.T.)
0995623866 - 800545333
sportelloturistico@comune.grottaglie.ta.it

Assessorato al Turismo e Marketing della Ceramica artistica e tradizionale
099 5620251
www.grottaglieturismo.it


www.museogrottaglie.it


www.habitatrupestrepuglia.it

PM Polizia Municipale
0995/620224


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